Gli scrittori dell’antiutopia

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Il sogno dell’Utopia ha attraversato il Novecento. L’incubo totalitario è stata l’esperienza che nel Ventesimo secolo  ha raccontato  la tragica illusione di creare  il migliore dei mondi perfetti. Alla fine  la violenza di tutti gli utopisti, convinti di voler creare con l’ideologia il paradiso in terra,  si è dissolta , vittima di quella stessa menzogna di cui si serviva per affermare le sue ragioni.

Nel secolo breve c’è un’ideologia si è servita dell’inganno dell’Utopia per  affermarsi come strumento di morte: il comunismo.

Sappiamo di quale materia  sono composti i sogni della cattiva Utopia. C’è  un dibattito storico e culturale  che faccia  cadere l’attenzione  sulla letteratura  e sul pensiero che negli anni bui del predominio utopistico si opponeva alla sua  furia devastante delle sue ideologie .

Abbiamo più volte riscoperto il  pensiero di autori anti-utopici per eccellenza, come Ignazio Silone, Arthur Koestler, George Orwell.  Più volte siamo tornati a parlare del…

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Sguardi dal Novecento di Nicola Vacca

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Se ci sono autori che pur avendo scritto molte opere hanno in fondo scritto sempre lo stesso libro, ci sono lettori che hanno fatto un’opera delle proprie letture. Hanno realizzato in questo modo un monumento di civiltà che può servire agli altri per ritrovare la propria identità perduta. Ed è un’opera meritoria e attualissima in un’Italia che il “favoloso” Leopardi definirebbe ancora priva di un popolo civile, ammorbata dalla borghesia più ignorante d’Europa.

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Passage, di Roberto Saporito

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Tour Montparnasse

Ci sono malattie dalle quali non bisogna cercare di guarire,

perché esse sole ci preservano da malattie più gravi.”. (Marcel Proust)

Al quarto piano del parcheggio trovi finalmente un posto libero. Lasci la macchina, e con solo la tua borsa in pelle nera consunta da postino in spalla, ti avvii verso l’aeroporto di Torino.

Trovi un posto su un volo che parte tra due ore per Parigi: perché è lì che stai andando.

Sull’aereo quando ti portano uno spuntino chiedi solo una piccola bottiglia di vino bianco. E quando la hostess ripassa per ritirare i vuoti chiedi se puoi averne un’altra, di bottiglietta di vino, lei dice di no, ma sorridendo complice te ne passa una mentre si porta via la tua vuota.

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Leonhard Frank, L’uomo è buono

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A 100 anni dallo scoppio della Grande Guerra, in questo anno 2014, oggi, 19 ottobre, in concomitanza con la Marcia per la Pace, dopo aver letto e apprezzato i testi del volume L’uomo è buono di Leonhard Frank, che Del Vecchio Editore ha pubblicato nella traduzione di Paola Del Zoppo, proponiamo un estratto dal racconto Il padre.

La redazione di Poetarum Silva

Leonhard Frank, L’uomo è buono

Un corteo di pace scivola per le strade della Germania dilaniata dalla guerra.

Nel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a…

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Roberto Saporito – Mi ricordo gli anni Ottanta #4 (ultima puntata)

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Roberto Saporito – Mi ricordo gli anni Ottanta # 4 (ultima puntata)

(Leggi anche le prime tre puntate  #1  #2  #3)

*

Mi ricordo i (miei) migliori film del 1981:

  • “Cristiana F. (Noi i ragazzi del zoo di Berlino)” di Ulrich Edel
  • “Storie di ordinaria follia” di Marco Ferreri
  • “Blues Brothers” di John Landis
  • “Gente comune” di Robert Redford
  • “Shining” di Stanley Kubrick
  • “Ricomincio da tre” Massimo Troisi
  • “Nick’s Movie” di Wim Wenders

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Oggi parliamo con… Roberto Saporito

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Incontriamo a Roberto Saporito che ha recentemente pubblicato “Il caso editoriale dell’anno” (Edizioni Anordest, come “Anonimo”). Intervista a cura di Alessandro Noseda

Buongiorno e grazie per l’invito a pranzo! Cosa ordiniamo? Come hai scelto il locale? 

Buongiorno a voi… direi un bel menù piemontese, dato che il locale che ho scelto è una “piola” nelle colline delle “mie” Langhe.

Non sapevo t’intendessi anche di vino e cucina! Allora sei proprio nel Blog adatto! 

In effetti mi piace molto mangiare bene e bere anche meglio, in particolare il vino bianco (anche se da dove vengo io, Alba, i vini rossi sono molto più “famosi”), comunque vi offro un profumato ed aromatico e fresco Arneis, che in questi giorni d’estate è perfetto.

Ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi? 

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