“Pulp Libri – Rivista di letteratura” ha recensito, oggi, “Jazz, Rock, Venezia” (Castelvecchi Editore)

Romanzo di minaccia

23 APRILE 2018

Roberto Saporito, Jazz, rock, Venezia, Castelvecchi, pp. 93, euro 13,50 stampa

recensisce UMBERTO ROSSI

Se c’è una cosa che Saporito dimostra di saper fare, è giocare a carte scoperte. Fin dal titolo, autenticamente programmatico. I tre personaggi di questo romanzo compatto, sintetico e cristallino (come è tipico dell’autore) sono un jazzista affermato che presta il suono della sua tromba a chiunque lo chiami e lo paghi; un chitarrista rock di una band emergente che vuole fare il colpo grosso; un’antiquaria che non esce da Venezia per nessun motivo, e che ha trasformato in arte una particolare forma di pornografia.

Dico romanzo cristallino: perché lo è la prosa di Saporito, asciutta, essenziale ma nient’affatto scontata (anche se, e qui sarebbe da tirare le orecchie a Castelvecchi, s’incontrano un po’ troppi refusi strada facendo). Ma anche i tracciati dei tre personaggi, sembrano andare in linea retta verso un incrocio che s’annuncia fin dall’inizio e che avviene senza troppe forzature; senza rivelare troppo diremo che il jazzista trova casa, il chitarrista realizza il suo album, l’antiquaria trova compagnia.

Però Jazz, rock, Venezia è anche, come il precedente dello stesso autore, Respira (che recensimmo per la Rivista nella sua attuale vita digitale), un romanzo di minaccia. Riciclo una definizione antica e nobile, usata per descrivere In terra ostile, di Philip K. Dick (una delle sue opere meno conosciute e più interessanti). La storia non è solo musica, sesso, amore. C’è un senso di qualcosa che sta per accadere che serpeggia nelle pagine, e qualcosa accade; qualcosa di brutto per qualcuno, di fastidioso per altri, di bello per altri ancora. Ma quel che accade arriva sghembo, di lato, obliquamente, imprevisto eppure, una volta accaduto, indiscutibile. Come la vita.

Come in Respira, la morte è in agguato; la violenza è sempre possibile; le cose sembrano andare su un binario prevedibile ma possono deragliare da un momento all’altro. Questo è, potremmo dire, un noir destrutturato, dove ci sono tutti i pezzi classici del genere, anche la dark lady, ma poi si ricombinano in un modo spiazzante e a momenti (diciamocelo) criptico. Ecco, leggendo questi romanzi hai sempre l’impressione che ti sia sfuggito qualcosa, che Saporito abbia fatto entrare nella stanza l’elefante che non vedi. Anche se questa volta il vedere, come scoprirà chi si avventurerà in questa compatta novelette è al centro della vicenda, forse più dell’ascolto della musica (che pure gioca un ruolo importante).

Due considerazioni conclusive. La prima: da quando ho cominciato a leggere Saporito ho constatato a ogni puntata dei passi avanti dello scrittore. Se è lecita un’estrapolazione, prima o poi ci farà qualche grossa sorpresa. La seconda: questo è un romanzo che chiama il film. Se la nostra industria cinematografica non producesse quasi solo soap opera travestite da film e pellicole furbesche e ruffiane (leggi La grande bellezza), ci sarebbe la coda di registi e produttori pronti a girare Jazz, rock, Venezia. Ma siamo in Italia, e non aggiungo altro.

il link diretto alla recensione: https://pulplibri.it/article/romanzo-di-minaccia/

 

Annunci

“Kultural” ha recensito, oggi, “Jazz, rock, Venezia” (Castelvecchi Editore)

http://www.kultural.eu/component/content/article/1707-jazz-rock-venezia

copertina JAZZ-ROCK VENEZIA copertina

Intanto da ieri il mio nuovo romanzo “Jazz, rock, Venezia” (Castelvecchi Editore) si può trovare in formato eBook in tutti gli store on line

copertina JAZZ-ROCK VENEZIA copertina

Intanto da ieri il mio nuovo romanzo si può trovare in formato eBook in tutti gli store on line, come:
Amazon: https://www.amazon.it/Jazz-rock-Venezia-Rober…/…/ref=sr_1_5…
Bookrepublic: https://www.bookrepublic.it/…/9788832824070-jazz-rock-vene…/
Ibs: https://www.ibs.it/jazz-rock-venezia-ebook…/e/9788832824070…
LaFeltrinelli: https://www.lafeltrinelli.it/…/jazz-rock-vene…/9788832824070

:: Jazz, Rock, Venezia di Roberto Saporito (Castelvecchi 2018)

Liberi di scrivere

JAZZ-ROCKVENEZIA Clicca sulla cover per l’acquisto

E Venezia è la città giusta per questo scopo, per questo esperimento esistenziale: come sopravvivere alla misantropia, come viverci insieme felici e contenti o più semplicemente come rimanere vivi.

Controcanto a tre voci: Jazz, Rock, Venezia.
Due uomini, e una donna.
Tre artisti.
Due musicisti e un’ antiquaria fotografa sono i protagonisti del nuovo romanzo, breve, di Roberto Saporito, edito da Castelvecchi, che esce domani, in questa tarda primavera che sembra autunno.
Venezia è una città che si presta a fare da specchio alle identità di perfetti sconosciuti intrisi di solitudine e spleen. Il mondo contemporaneo sembra un vortice, con un aereo si vola da Los Angeles, a New York, a Roma. Ma solo Venezia sembra trattenere ancora qualcosa di antico e senza tempo, quell’aria rarefatta dove è possibile nascondersi, chiudersi in un rifugio che sa di prigione, come lo è per la…

View original post 354 altre parole

“Jazz, rock, Venezia” (Castelvecchi Editore) recensito oggi su “Senzaudio”

INCHIOSTRO – RECENSIONI DI LIBRI INDIPENDENTI E NON.

Roberto Saporito – Jazz, Rock, Venezia

by Nicola Vacca 4 aprile 2018

Copertina Jazz, Rock, Venezia

Venezia è il luogo del nuovo romanzo di Roberto Saporito. Una città che con la sua laguna diventa il luogo metafora di una storia corale in cui tre esistenze si misurano con lo sconforto, la solitudine e l’insensatezza,

Jazz, Rock, Venezia, come tutti i libri di Roberto Saporito, è un romanzo in cui le divagazioni esistenziali si intrecciano con gli interessi del suo autore.

Dalla musica alla letteratura all’arte e alla fotografia nascono i suoi personaggi, ma soprattutto nelle difficoltà di affrontare la vita trovano una ragion d’essere le storie che lo scrittore inventa.

La coralità della storia segna un cambio di passo nella scrittura di Saporito.

Due musicisti e un’antiquaria, tre esistenze che si raccontano e danno vita, sullo sfondo della città lagunare, a un intreccio narrativo complesso:  si scavano dentro e sono particolarmente attenti  nel confessarsi a esibire nella nudità  i loro particolari stati d’animo.

Tra l’idea di scomparire e la fuga, li sentiamo riflessivi mentre mostrano al lettore tutta la loro inadeguatezza che scaturisce dai risultati vani di una ricerca nel cuore dell’essere delle personali vicende.

Nel romanzo si alternano le loro voci (Saporito da narratore navigato usa in modo intelligente la prima, la seconda e la terza persona). Tra un racconto e l’altro i personaggi mettono nero su bianco la loro personale morte a Venezia.

Una delle più belle e malinconiche città del mondo diventa il palcoscenico di un teatro della crudeltà dove tre persone mettono in atto il dramma della loro condizione umana che ha nella solitudine il suo vertice più alto.

«Stai pensando che la solitudine si combatte con l’estremizzazione della solitudine stessa, mettendo a nudo il proprio cuore  davanti al nulla totale», questo afferma in uno dei suoi monologhi inquieti il musicista jazz che decide di fare i conti con se stesso scegliendo di dialogare con la propria solitudine  scomparendo su una piccola isola non abitata della laguna.

Jazz, Rock, Venezia è la storia di tre immense solitudini che se messe insieme possono dar vita a una strana insolita amicizia.

Si possono leggere tre diari intimi che si mettono a nudo e Saporito scava nelle personalità delle sue creature facendo emergere dalle pagine una specie di dramma condiviso che ha sempre a che fare con il turbamento e l’irrequietezza dello stare al mondo, che sono i motivi di disagio non negoziabile di una condizione umana in cui ci si sente prigionieri di un assurdo che non concede una seconda possibilità.

I tre personaggi di questo romanzo sono riflessivi. Nei loro racconti si lacerano, sono in perenne conflitto con la loro identità e soprattutto non trovano un modo per stare al mondo.

Uno stato d’animo accomuna le loro esperienze esistenziali: la solitudine che scava trincee nel deserto di vite di cui non sanno essere che l’inconvenienti di se stessi.

L’intreccio delle vite dei tre protagonisti è complesso nell’avere in comune la solitudine.

Venezia è la città che scelgono per diventare invisibili e anche quando la musica del caso li mette uno di fronte all’altro paradossalmente si sfioreranno senza mai incontrarsi,

Jazz, Rock, Venezia è un insieme di stati d’animo e di turbamenti che sfociano in un’irrequietezza che non concede tregua.

«Nella vita non si nasce, ma si diventa, qualunque cosa, e per le strade più impensate» . Queste parole che pronuncia Pietro, uno dei personaggi marginali che troverete nel libro, potrebbe essere la sintesi perfetta di questo romanzo corale a cui il suo autore ha voluto abbinare una colonna sonora perfetta: Ascenseur pour l’echafaud di Miles Davis.

il link diretto alla recensione: http://senzaudio.it/roberto-saporito-jazz-rock-venezia/