Ma vai a lavorare (racconto di Roberto Saporito)

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Roberto-Saporito-07-2009

“Il mondo è un minuscolo paesino pieno di coincidenze esilaranti.” (Philippe Djian)

Fausto stringe le mani all’altezza dei muscoli delle braccia, o quantomeno dove dovrebbero esserci dei muscoli, ma lì non c’è nulla, oltre a pelle e ossa, come tutto il suo esile corpo, consumato dal di dentro. Cammina e sbanda e dondola la testa come se fosse ubriaco, ma non è ubriaco, lui non beve, ma è ad uno stadio allarmante di dipendenza da eroina.

Si stringe le braccia come se avesse freddo, ma è il 15 di luglio e fa un caldo insopportabile, Torino appare umida e malsana, sovrastata da una cappa di calore, anche se in lontananza appaiono i fantasmi sfumati delle creste delle montagne. Ha finito i soldi, quei pochi che gli erano rimasti dopo l’ultimo misero scippo, ha un disperato bisogno di farsi e chiede al primo che passa:

“Mi dai qualcosa?”

“Ma vai a…

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Lo scrittore oggi (secondo Saporito, o forse secondo me)

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Nel suo ultimo romanzo, Come un film francese, prosegue (sembra) la riflessione di Roberto Saporito sulla letteratura, o sugli scrittori, o sui libri.
Nel precedente romanzo avevamo evidenziato che il libro era diventato oggetto del desiderio di tantissimi lettori/consumatori per ragioni oscure e misteriose, un libro che secondo il suo autore valeva meno dei suoi precedenti, gli aveva donato fama nazionale e internazionale, ma soprattutto lo aveva fatto diventare ricchissimo. In compenso ne aveva perso il controllo, allo stesso modo era diventato prigioniero di meccanismo più grande di lui che gli aveva cambiato l’esistenza.
Quì abbiamo in parte un rovesciamento, in parte no. Il protagonista scrittore potrebbe essere lo stesso del romanzo precedente prima della pubblicazione del best seller. Infatti anche in questo caso lo scrittore gode di buona critica, è considerato bravo nell’ambiente, ma non vende, o meglio non vende abbastanza per campare di scrittura. Tuttavia la sua…

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LIBRI/come un film francese

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Divertissement spigliato o romanzo di critica sociale?
E’ una domanda che sorge spontanea dopo aver letto il bel libro di Roberto Saporito “ Come un film francese “, edito da Del Vecchio.
Il protagonista è uno scrittore fallito, rassegnato ormai alla nuova dimensione disimpegnata di docente di scrittura creativa che gli permette, grazie al suo fascino acquisito, di portarsi a letto le bellissime quanto ricche studentesse del suo corso.
Quando conosce, però, Lea, la figlia diciasettenne di una ricca ereditiera torinese, disillusa e sfrontata, la sua vita cambia. E anche la prospettiva del racconto, che passa nelle mani e nella testolina matta dell’ormai diciottenne ribelle in viaggio-formazione verso l’Inghilterra con la sua amica del cuore…
Tanga aderenti, camicie di Prada portate come uno straccetto, auto di lusso e provocazioni continue ci portano fino a Parigi, dove Lea incontra nuovamente lo scrittore, reo di averla tradita con la sorella…
Un finale…

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Fine del lavoro

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marc

“Tutto quello che ha l’aria di essere definitivo mi mette a disagio”(Sten Nadolny)

 La prima cosa che faccio è staccare il telefono, la seconda è staccare la radiosveglia, la terza è staccare il computer, che qui è sempre acceso, e quando dico sempre non uso un eufemismo, sempre è “24 ore su 24”, “sette giorni su sette”.

Non mi alzo dal letto. Per la prima volta in vita mia sento il fruscio dei miei pensieri, che increduli si agitano, che si guardano senza capire quello che sta accadendo fuori.

Con lentezza per me inedita scendo dal letto. Sono nudo.

Con calma mi infilo la vestaglia nera e grigia di Armani.

In cucina uso, per la prima volta da quando l’ho acquistata a Berlino cinque anni fa, una caffettiera tedesca, che dovrebbe fare un caffè lunghissimo, che ha bisogno di tempo, per essere fatto e per essere consumato. Scaldo due…

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:: Come un film francese, Roberto Saporito, (Del Vecchio editore, 2015)

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1Roberto Saporito è uno scrittore che legge.
Non in modo bulimico o compulsivo (come me), non affastellando sul suo comodino ideale (un lettore ha per antonomasia accanto al letto un comodino stracolmo di libri) di tutto dalla narrativa commerciale, all’ultimo successo (che la bandella assicura ha venduto mille mila copie), qualche classico (perché se non leggi l’Ulisse, pur non capendoci niente, non sei nessuno), fino ai libri d’arte (oh, ce ne sono di bellissimi), qualche autobiografia di personaggio famoso (sai com’è tutti ne parlano, vuoi mica trovarti in società e non avere niente da dire a tal proposito), qualche libro di cucina, e perché no un corso su carta su come disporre i fiori o tagliare le siepi.
No, non legge per motivi futili.
Legge in modo selettivo, forse snob, prediligendo scritture eleganti e raffinate, (ha una passione per i postmoderni, e per gli esistenzialisti, anche).
Dico questo…

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Come un film francese, l’ultimo romanzo di Roberto Saporito

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sapo

Ho letto il libro di Roberto Saporito e mi sono chiesto, ma come è un film francese? Un film degli anno ’30 sarebbe realistico e poetico allo stesso tempo. Se fosse contemporaneo sarebbe in bilico tra docu-drama e video clip. Forse, tuttavia, questo ultimo romanzo di Saporito nasce dalla nouvelle vague e dunque insegue lo “splendore del vero”.

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Come un film francese, di Roberto Saporito

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Come un film francese
Roberto Saporito
Romanzo
Del Vecchio
2015
Articolo di:
Raffaello Ferrante


Lui, il Professore, sociopatico, depresso, dalla noia esistenziale facile, cinque romanzi e un passato glorioso alle spalle, ora con sua stessa sorpresa e senza idea di cosa insegnare e/o cosa più scrivere, addirittura docente universitario di scrittura creativa. Lei, Carlotta, sua studentessa del corso, giovane, bella e ricca capace in meno di zero di aprire le cosce e infilare guinzaglio e museruola al maturo docente bello e dannato e trascinarselo per festini e party esclusivi in villone extralusso della Costa Azzurra. L’altra, Lea, Lolita punk, sorellina di un’amica di Carlotta che durante un adrenalinico on the road tutto alcol, droga e perizoma in compagnia proprio di Martina non riesce davvero a mandar giù che il suo nuovo amante – già, proprio il nostro Professore Peter Pan -, le sia stato schifosamente infedele. Quando le strade dei…

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