C H I D O R M E N O N A M A

Zonadidisagio

15857205_10210902188218178_1662732601_o

“Sento la luce che entra dalla fine- stra farmi male agli occhi: è come schizzarsi di liquido di sottaceti. Che cosa vuol dire? Fuori è una bella giornata di giugno, probabilmente c’è un sacco di gente che sta prendendo il diploma… Devo andare a vomitare. Vorrei solo essere puro…” (Jim Carrol)

– Ma sei sicuro? – chiedo tentando un sorriso. Lui mi guarda con quegli occhi liquidi, resi quasi trasparenti dalle medicine e dalla malattia che l’ha quasi del tutto consumato. –

Certo che sono sicuro – sorride, sospira lentamente, chiude gli occhi, sembra con dolore, li riapre -… lì ci sono le chiavi del garage e quelle della moto – aggiunge indicando il comodino.

Andrea dall’altra parte del letto sospira rumorosamente e si avvicina alla finestra di questo ospedale. Guardo Marco, che seduto sul davanzale dell’altra finestra, osserva prima me che annuisco a nessuno e poi Davide, che nel…

View original post 1.042 altre parole

F R E D D O (racconto di R. Saporito)

Zonadidisagio

freddo

“Si avventurava in viaggi di scoperta nell’universo del suo cervello…” (Ernst Junger)

Ammassi tutti i mobili contro una parete. Stacchi il telefono. Misuri la stanza, dalle tre pareti bianche e sgombre, con ampie falcate delle gambe: sette. Ti appoggi di schiena contro la parete fra due finestre. Ti togli la T-shirt nera, gli stivali, i jeans, le calze, i boxer. Senti il freddo del muro sulla schiena, il freddo del pavimento sotto i piedi, il freddo astratto nello stomaco. Ti slanci in avanti cercando di acquistare la massima velocità nel minimo spazio che ti divide dalla parete opposta. Ti sembra di correre al rallentatore per un chilometro finché non colpisci con violenza il muro. Senti un dolore acuto al naso, alla fronte, al petto. Senti il gusto agrodolce del sangue in bocca. Vedi l’impronta rossa che hai lasciato sul bianco della parete. Ti riporti dall’altra parte della stanza e riparti…

View original post 541 altre parole

Deserto (racconto di Roberto Saporito)

Zonadidisagio

deserto-foto

“Jules: E ci sono le rivendite di

hashish?”

“Vincent: Già, le cose stanno così:

è legale acquistarlo, è legale

possederne e, se sei il proprietario

di una rivendita di hashish è lega-

le venderla. È legale averlo con

se, cosa che non importa poi molto

perché – ammettiamo che tu ne abbia

un bel po’- se i piedi piatti ti

fermano, per loro è illegale per-

quisirti. Quello di perquisirti è

un diritto che i piedipiatti di Am-

sterdam non hanno.”

“Jules: “Ho capito, amico, quello è il

posto giusto, non mi occorre altro.”

(Quentin Tarantino)

“… Mio padre vive solo nel deserto, dice che la gente gli va stretta di spalle…”. Rileggo questa frase di Sam Shepard venti volte, trenta. Poi chiudo il libro “Motel Chronicles”, osservo la copertina, sospiro profondamente, prendo gli occhiali da sole, il giubbotto di pelle e scendo dall’aereo. Devo restare quattro ore all’aeroporto di…

View original post 2.910 altre parole

Tondelli, lo scrittore necessario

Zonadidisagio

pier-vittorio-tondelli

Nel 1980 avevo diciotto anni, e tutto il decennio successivo è stato il campo di battaglia della mia formazione, esistenziale, musicale e letteraria.

Quando ho letto “Altri libertini” di Pier Vittorio Tondelli, ho provato quello che ho poi provato poco tempo dopo leggendo i libri dei minimalisti americani (da Bret Easton Ellis a Jay McInerney passando per David Leavitt), avevo trovato una forma letteraria che era solo mia, che era esattamente il tempo che stavo vivendo, che non era più unicamente un patrimonio ereditato dal passato (spesso glorioso).

“Altri libertini” è stato l’equivalente in letteratura di quello che è stato “Anarchy in the U.K.” dei Sex Pistols in musica, una spaccatura netta col passato, l’inizio un un’epoca, gli anni Ottanta, ricca di aria nuova: finalmente respiravo, e bene.

Da quel libro ho cominciato ad aspettare ogni nuova uscita editoriale di Tondelli come aspettavo un nuovo film di Wim Wenders o…

View original post 435 altre parole

I minimalisti americani degli anni ’80

Zonadidisagio

Ellis e...

(una veloce mappatura)

Negli anni Ottanta c’è stato un gruppo di scrittori americani che Fernanda Pivano etichettò come “minimalisti e postminimalisti hemingwayani”, o anche “nuova generazione perduta”, un gruppo eterogeneo in verità, ma che aveva una sorta di filo conduttore che li legava ed era la ritrovata, rinnovata, voglia di raccontare delle storie, magari anche minime, ma con un linguaggio che dava nuova linfa alla narrativa, con un rifiorito interesse, anche, per il racconto, la short story. E a questo riguardo non si può che partire da quello che possiamo tranquillamente considerare un padre nobile di questa scena letteraria, Raymond Carver, e in modo particolare con due libri, il primo quasi un “manifesto” di un genere, “Cattedrale”, e poi un libro dove il racconto si fa scarnificato, ridotto all’osso, no, di più, al midollo, “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.

Un altro libro di racconti minimali e nostalgici e ogni…

View original post 335 altre parole

Roberto Saporito, L’ascensore.

La poesia e lo spirito

corridoio
“Abbiamo bisogno di sapere cose che gli altri non sanno.
E’ quello che nessuno sa di te che ti permette di conoscerti.”
(Don DeLillo)

Si aprono le porte dell’ascensore cigolando lievemente.
Esci dall’ascensore e le porte dietro di te si chiudono, replicando il lieve cigolio.
Ti ritrovi in uno slargo deserto, in un angolo c’è una sedia di ferro, smaltata di bianco, e bianche sono le pareti e il soffitto.
Prendi a destra per un piccolo corridoio, attraversi un piccolo slargo a sinistra, uno a destra che poi diventa un lungo corridoio senza finestre.
Non c’è nessuno.

View original post 835 altre parole

Come un film francese, Roberto Saporito.

tararabundidee

Buonasera!

Oggi vi parlo del libro “Come un film francese” di Roberto Saporito, edito da Del Vecchio Editore, costo 14 euro.

Questo libro è esattamente come sono i film francesi: strani. E’ una stranezza bella però, breve (134 pag.), ma intensa. Il romanzo è diviso in tre parti:

  1. ha come narratore – protagonista il professore.
  2. ha come narratrice – protagonista Lea.
  3. ogni capitolo è narrato da uno dei due.

Questa soluzione fa conoscere molto bene la psicologia dei personaggi ed assicura un effetto sorpresa quando cambia il narratore. Penso che questo libro sia un misto tra il romanzo e il racconto, ogni capitolo potrebbe avere una sua autonomia e rimanere slegato dal resto, gli episodi si susseguono senza linearità cronologica: si passa da un episodio ad un altro improvvisamente e questo secondo me rende la narrazione molto movimentata ed originale.

I PERSONAGGI

I protagonisti sono due, come vi ho detto il…

View original post 336 altre parole