Libri. Come un film francese, di Roberto Saporito.

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Mentre è appena uscito il nuovo romanzo di Roberto Saporito, Respira, riprendo in mano il precedente libro, “Come un film francese “, edito da Del Vecchio.

Divertissement spigliato o romanzo di critica sociale?
E’ una domanda che sorge spontanea dopo aver letto questa storia scorrevole e avvincente.
Il protagonista è uno scrittore fallito, rassegnato ormai alla nuova dimensione disimpegnata di docente di scrittura creativa che gli permette, grazie al suo fascino acquisito, di portarsi a letto le bellissime quanto ricche studentesse del suo corso.
Quando conosce, però, Lea, la figlia diciasettenne di una ricca ereditiera torinese, disillusa e sfrontata, la sua vita cambia. E anche la prospettiva del racconto, che passa nelle mani e nella testolina matta dell’ormai diciottenne ribelle in viaggio-formazione verso l’Inghilterra con la sua amica del cuore…
Tanga aderenti, camicie di Prada portate come uno straccetto, auto di lusso e provocazioni continue ci portano fino a Parigi…

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Un vino e un libro (a cura di R. Saporito)

Zonadidisagio

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“ho sempre desiderato essere uno scrittore famoso. Pensavo che essere uno scrittore famoso mi avrebbe aiutato a risolvere certi problemi. E poi all’improvviso ero uno scrittore famoso e i problemi non si erano risolti affatto.” (Nathan Hill “Il Nix”)

 Vino: Sauvignon, Ca’ Bolani, Aquileia, Friuli, 2016

 Libro: Nathan Hill “Il Nix”, Rizzoli

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Respira

Giornalista curiosa

IL LIBRO. «Respira», l’opera di Roberto Saporito

Fingersi morti
per rinascere
Ma forse non basta

Grazia Giordani

Se l’attacco alle Torri Gemelle diventa l’occasione per fuggire

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domenica 16 luglio 2017 CULTURA, pagina

Il nuovo romanzo di Roberto Saporito «Respira» (Miraggi, pp.112, euro 12) per alcuni versi ha una allure pirandelliana, evocandoci, anche se in forma assai diversa, l’atmosfera del «Fu Mattia Pascal».
Sopravvivere alla propria morte è un sogno letterario di lunga tradizione. Morire per rinascere, fuggire per vivere, per respirare. E quale occasione migliore per sparire dal mondo di una tragedia che il mondo l’ha cambiato?  L’11 settembre 2001 il protagonista del romanzo avrebbe dovuto trovarsi in una delle Torri Gemelle. La fuga è una decisione repentina, l’istintivo aggrapparsi a una opportunità irripetibile. Ma fuggire è lungo, estenuante, pericoloso, sanguinoso, Chi fugge viene inseguito e per tornare a respirare deve attraversare un romanzo intero. Denso…

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:: Respira, Roberto Saporito (Miraggi edizioni, 2017)

Liberi di scrivere

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– I mostri sono convinti che tutti siano mostri – sta dicen­do Adelmo.

Forse Don DeLillo in L’ uomo che cade aveva posto la parola fine dando compimento agli scritti ispirati, connessi, influenzati da ciò che accadde l’ 11 settembre 2001 all’ombra delle Torri Gemelle del World Trade Center. La vita a New York, la storia contemporanea tutta cambiò da quel giorno, cambiò da quel giorno anche il modo di raccontare le storie, di documentare la realtà, di provare un senso di comunione tra sconosciuti, gli stessi che da ogni angolo del pianeta videro quelle immagini polverose nello schermo fosforescente dei loro televisori. Io ero in un ufficio di collocamento, ricordo che tutti i dipendenti smisero di lavorare alle loro pratiche, si alzarono e rimasero muti, come statue di sale, davanti a teleschermi altrettanto muti, attaccati alle pareti. Anche il mio stato di laureata in…

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::What book are you reading at the moment? – Scrittori che leggono

Liberi di scrivere

greene Graham Greene – The Art Archive

In Italia non si legge. Non leggono neanche gli scrittori, si sente dire a volte. Lo so le statistiche avvalorano questa percezione.Calano i lettori forti, al massimo si vendono ancora i bestseller. Succede in Francia, ma anche da noi è così, forse peggio. Ecco questo mi ha spinto a porre la domanda del titolo ad alcuni scrittori, scelti senza un criterio preciso, senza escludere nessuno, forse guidata solo dalla facilità di raggiungerli. O dalla confidenza. O dal fatto che abbiano trovato interessante questa mia modesta iniziativa. Queste sono le loro risposte. Le posto in puro ordine di ricevimento.

Enrico Pandiani: sto finendo La ragazza sbagliata, di Giampaolo Simi (Sellerio).

Alessandro Bastasi: sto leggendo Panorama di Tommaso Pincio (NN Editore).

Stefano Di Marino: Zero Sum di Barry Eisler (Thomas & Mercer) molto bello. Una storia di John Rain giovane con…

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Un vino e un libro (a cura di R. Saporito)

Zonadidisagio

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“Una volta, non molto tempo addietro, giovani uomini e donne erano venuti in città perché amavano i libri, perché volevano scrivere romanzi, racconti o addirittura poesie, o perché volevano partecipare alla produzione e distribuzione di questi manufatti e conoscere le persone che li creavano. Per coloro che bazzicavano le biblioteche di periferia e le librerie di provincia, Manhattan era l’isola splendente delle lettere. New York, New York: era proprio lì sul frontespizio – il centro da cui si irradiavano i libri e le riviste, sede di tutte le case editrici, patria del “New Yorker” e della “Paris Review”, dove Hemingway aveva malmenato O’Hara e Ginsberg sedotto Kerouac, dove Hellman aveva fatto causa a McCarthy e Mailer aveva picchiato un po’ tutti.” (Jay McInerney “La luce dei giorni”)

 Vino: Cinerino, Langhe (Viognier), Bianco, Abbona, 2016

 Libro: Jay McInerney “La luce dei giorni”, Bompiani

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