Deserto (racconto di Roberto Saporito)

Zonadidisagio

deserto-foto

“Jules: E ci sono le rivendite di

hashish?”

“Vincent: Già, le cose stanno così:

è legale acquistarlo, è legale

possederne e, se sei il proprietario

di una rivendita di hashish è lega-

le venderla. È legale averlo con

se, cosa che non importa poi molto

perché – ammettiamo che tu ne abbia

un bel po’- se i piedi piatti ti

fermano, per loro è illegale per-

quisirti. Quello di perquisirti è

un diritto che i piedipiatti di Am-

sterdam non hanno.”

“Jules: “Ho capito, amico, quello è il

posto giusto, non mi occorre altro.”

(Quentin Tarantino)

“… Mio padre vive solo nel deserto, dice che la gente gli va stretta di spalle…”. Rileggo questa frase di Sam Shepard venti volte, trenta. Poi chiudo il libro “Motel Chronicles”, osservo la copertina, sospiro profondamente, prendo gli occhiali da sole, il giubbotto di pelle e scendo dall’aereo. Devo restare quattro ore all’aeroporto di…

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Tondelli, lo scrittore necessario

Zonadidisagio

pier-vittorio-tondelli

Nel 1980 avevo diciotto anni, e tutto il decennio successivo è stato il campo di battaglia della mia formazione, esistenziale, musicale e letteraria.

Quando ho letto “Altri libertini” di Pier Vittorio Tondelli, ho provato quello che ho poi provato poco tempo dopo leggendo i libri dei minimalisti americani (da Bret Easton Ellis a Jay McInerney passando per David Leavitt), avevo trovato una forma letteraria che era solo mia, che era esattamente il tempo che stavo vivendo, che non era più unicamente un patrimonio ereditato dal passato (spesso glorioso).

“Altri libertini” è stato l’equivalente in letteratura di quello che è stato “Anarchy in the U.K.” dei Sex Pistols in musica, una spaccatura netta col passato, l’inizio un un’epoca, gli anni Ottanta, ricca di aria nuova: finalmente respiravo, e bene.

Da quel libro ho cominciato ad aspettare ogni nuova uscita editoriale di Tondelli come aspettavo un nuovo film di Wim Wenders o…

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I minimalisti americani degli anni ’80

Zonadidisagio

Ellis e...

(una veloce mappatura)

Negli anni Ottanta c’è stato un gruppo di scrittori americani che Fernanda Pivano etichettò come “minimalisti e postminimalisti hemingwayani”, o anche “nuova generazione perduta”, un gruppo eterogeneo in verità, ma che aveva una sorta di filo conduttore che li legava ed era la ritrovata, rinnovata, voglia di raccontare delle storie, magari anche minime, ma con un linguaggio che dava nuova linfa alla narrativa, con un rifiorito interesse, anche, per il racconto, la short story. E a questo riguardo non si può che partire da quello che possiamo tranquillamente considerare un padre nobile di questa scena letteraria, Raymond Carver, e in modo particolare con due libri, il primo quasi un “manifesto” di un genere, “Cattedrale”, e poi un libro dove il racconto si fa scarnificato, ridotto all’osso, no, di più, al midollo, “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.

Un altro libro di racconti minimali e nostalgici e ogni…

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Roberto Saporito, L’ascensore.

La poesia e lo spirito

corridoio
“Abbiamo bisogno di sapere cose che gli altri non sanno.
E’ quello che nessuno sa di te che ti permette di conoscerti.”
(Don DeLillo)

Si aprono le porte dell’ascensore cigolando lievemente.
Esci dall’ascensore e le porte dietro di te si chiudono, replicando il lieve cigolio.
Ti ritrovi in uno slargo deserto, in un angolo c’è una sedia di ferro, smaltata di bianco, e bianche sono le pareti e il soffitto.
Prendi a destra per un piccolo corridoio, attraversi un piccolo slargo a sinistra, uno a destra che poi diventa un lungo corridoio senza finestre.
Non c’è nessuno.

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Come un film francese, Roberto Saporito.

tararabundidee

Buonasera!

Oggi vi parlo del libro “Come un film francese” di Roberto Saporito, edito da Del Vecchio Editore, costo 14 euro.

Questo libro è esattamente come sono i film francesi: strani. E’ una stranezza bella però, breve (134 pag.), ma intensa. Il romanzo è diviso in tre parti:

  1. ha come narratore – protagonista il professore.
  2. ha come narratrice – protagonista Lea.
  3. ogni capitolo è narrato da uno dei due.

Questa soluzione fa conoscere molto bene la psicologia dei personaggi ed assicura un effetto sorpresa quando cambia il narratore. Penso che questo libro sia un misto tra il romanzo e il racconto, ogni capitolo potrebbe avere una sua autonomia e rimanere slegato dal resto, gli episodi si susseguono senza linearità cronologica: si passa da un episodio ad un altro improvvisamente e questo secondo me rende la narrazione molto movimentata ed originale.

I PERSONAGGI

I protagonisti sono due, come vi ho detto il…

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Roberto Saporito – Già perché

Poetarum Silva

biennale architettura 2010 - foto gm“Sembra, ogni anno, che la violenza si riveli sempre meno come la capacità,  e sempre piùcome la pura e semplice opportunità, di fare del male.”

(David Foster Wallace “Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso”)

 

     Usciamo dal giornale alle due del mattino. Tutti i giorni usciamo alle due, tutti, tranne il sabato e la domenica, che non lavoriamo.

Come tutti i giorni a quest’ora abbiamo una copia del giornale, appena stampato, sotto il braccio. E come tutte le notti, io e il mio collega Andrea, ci fermiamo di fianco alla mia auto e lo sfogliamo con poco entusiasmo. Una volta ci sembrava una cosa sensazionale leggere il giornale prima che la città si svegliasse per andare a comprarlo. Ma ormai!

Questo giornale marchiato di blu, sulla prima pagina in alto a destra, con la scritta “Copia di servizio”, ci imbratta ogni…

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Sulla scrittura e dintorni

Zonadidisagio

robi

 La vita è nulla in confronto alla mitologia della scrittura.

Sei uno scrittore: racconti quello che sai e quello che non sai te lo inventi, ma non sapendo nulla, ti inventi tutto.

Sei uno scrittore: le uniche cose interessanti che dici sono quelle scritte nei tuoi libri.

Sei uno scrittore: già, ma ormai l’hai capito anche tu che l’unico scrittore bravo è quello morto. Domani ti comprerai una pistola.

Sei uno scrittore: invece di vivere la vita, la racconti.

Sei uno scrittore: fai e fai ma alla fine scrivi sempre lo stesso libro.

Sei uno scrittore: ma per sopravvivere spacci droga, dato che con i libri guadagni in un anno l’equivalente di tre cene in un ristorante stellato, ma almeno non sei costretto a fare “marchette” per i giornali e la televisione.

Sei uno scrittore: passi il tempo a scrivere… cosa.

Sei uno scrittore: passi più tempo a dire che…

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