“Come un film francese”, il nuovo romanzo di Roberto Saporito. Ecco l’incipit

copertina saporito

Sono un professore. Suona strano, un professore, io. Che poi per l’esattezza non sono solo un professore, ma nientemeno che un docente universitario: e questa sì che suona come una cosa strana, al limite dell’inaudito. Anche perché quello che insegno io, fino a un attimo fa, in Italia non esisteva neanche: insegno scrittura creativa. Ma la cosa ancora più strana, quella che si è persa nella nebbia del tempo passato e perduto, è il mio percorso formativo, il mio curriculum anche scolastico. Elementari e medie sono abbastanza democratiche: sostanzialmente sono tutte uguali. Alle superiori iniziano i distinguo. Ai miei tempi (manco avessi cent’anni), se avevi intenzione di fare l’università le opzioni erano due: liceo classico o liceo scientifico. Perfetto. Quindi io cos’ho fatto? Il liceo. Sbagliato. Ragioneria. Perché Ragioneria? Perché era la scuola più vicina a casa mia: un motivo assolutamente pedagogico, un’autentica scelta di vita, un vero esempio per le generazioni future.
Ma quando hai finito Ragioneria ti sarai buttato sulla facoltà di Lettere. Sbagliato di…

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