Ma vai a lavorare (racconto di Roberto Saporito)

Roberto-Saporito-07-2009

“Il mondo è un minuscolo paesino pieno di coincidenze esilaranti.” (Philippe Djian)

Fausto stringe le mani all’altezza dei muscoli delle braccia, o quantomeno dove dovrebbero esserci dei muscoli, ma lì non c’è nulla, oltre a pelle e ossa, come tutto il suo esile corpo, consumato dal di dentro. Cammina e sbanda e dondola la testa come se fosse ubriaco, ma non è ubriaco, lui non beve, ma è ad uno stadio allarmante di dipendenza da eroina.

Si stringe le braccia come se avesse freddo, ma è il 15 di luglio e fa un caldo insopportabile, Torino appare umida e malsana, sovrastata da una cappa di calore, anche se in lontananza appaiono i fantasmi sfumati delle creste delle montagne. Ha finito i soldi, quei pochi che gli erano rimasti dopo l’ultimo misero scippo, ha un disperato bisogno di farsi e chiede al primo che passa:

“Mi dai qualcosa?”

“Ma vai a…

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