Sulla scrittura e dintorni

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 La vita è nulla in confronto alla mitologia della scrittura.

Sei uno scrittore: racconti quello che sai e quello che non sai te lo inventi, ma non sapendo nulla, ti inventi tutto.

Sei uno scrittore: le uniche cose interessanti che dici sono quelle scritte nei tuoi libri.

Sei uno scrittore: già, ma ormai l’hai capito anche tu che l’unico scrittore bravo è quello morto. Domani ti comprerai una pistola.

Sei uno scrittore: invece di vivere la vita, la racconti.

Sei uno scrittore: fai e fai ma alla fine scrivi sempre lo stesso libro.

Sei uno scrittore: ma per sopravvivere spacci droga, dato che con i libri guadagni in un anno l’equivalente di tre cene in un ristorante stellato, ma almeno non sei costretto a fare “marchette” per i giornali e la televisione.

Sei uno scrittore: passi il tempo a scrivere… cosa.

Sei uno scrittore: passi più tempo a dire che…

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Invento delle storie

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Prefazione

«La scrittura è tutt’altro che sollievo. La scrittura rievoca, precisa. Introduce un sospetto di coerenza, l’idea di un realismo. Si sguazza sempre in una caligine sanguinolenta, ma un po’ si riesce a raccapezzarsi. Il caos è rinviato di qualche metro. Misero successo, in verità».

Queste parole le scrive  Michel Houellebecq nel suo romanzo Estensione del dominiodella lotta e mi sono venute in mente mentre leggevo Invento delle storie, una raccolta di racconti di Roberto Saporito.

Tutto sommato la scrittura non è mai un rifugio, al massimo la possiamo considerare una prospettiva del non senso in cui l’unica cosa certa e l’attraversamento con le parole.

Roberto Saporito sa, come il suo amato Houellebecq, che la scrittura è tutt’altro che sollievo, e di conseguenza inventa delle storie senza preoccuparsi minimamente di ferire con l’essenzialità di una lingua che non cerca accomodamenti o posti sicuri di approdo.

Se si leggono…

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