I minimalisti americani degli anni ’80

Ellis e...

(una veloce mappatura)

Negli anni Ottanta c’è stato un gruppo di scrittori americani che Fernanda Pivano etichettò come “minimalisti e postminimalisti hemingwayani”, o anche “nuova generazione perduta”, un gruppo eterogeneo in verità, ma che aveva una sorta di filo conduttore che li legava ed era la ritrovata, rinnovata, voglia di raccontare delle storie, magari anche minime, ma con un linguaggio che dava nuova linfa alla narrativa, con un rifiorito interesse, anche, per il racconto, la short story. E a questo riguardo non si può che partire da quello che possiamo tranquillamente considerare un padre nobile di questa scena letteraria, Raymond Carver, e in modo particolare con due libri, il primo quasi un “manifesto” di un genere, “Cattedrale”, e poi un libro dove il racconto si fa scarnificato, ridotto all’osso, no, di più, al midollo, “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.

Un altro libro di racconti minimali e nostalgici e ogni…

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