F R E D D O (racconto di R. Saporito)

freddo

“Si avventurava in viaggi di scoperta nell’universo del suo cervello…” (Ernst Junger)

Ammassi tutti i mobili contro una parete. Stacchi il telefono. Misuri la stanza, dalle tre pareti bianche e sgombre, con ampie falcate delle gambe: sette. Ti appoggi di schiena contro la parete fra due finestre. Ti togli la T-shirt nera, gli stivali, i jeans, le calze, i boxer. Senti il freddo del muro sulla schiena, il freddo del pavimento sotto i piedi, il freddo astratto nello stomaco. Ti slanci in avanti cercando di acquistare la massima velocità nel minimo spazio che ti divide dalla parete opposta. Ti sembra di correre al rallentatore per un chilometro finché non colpisci con violenza il muro. Senti un dolore acuto al naso, alla fronte, al petto. Senti il gusto agrodolce del sangue in bocca. Vedi l’impronta rossa che hai lasciato sul bianco della parete. Ti riporti dall’altra parte della stanza e riparti…

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Deserto (racconto di Roberto Saporito)

deserto-foto

“Jules: E ci sono le rivendite di

hashish?”

“Vincent: Già, le cose stanno così:

è legale acquistarlo, è legale

possederne e, se sei il proprietario

di una rivendita di hashish è lega-

le venderla. È legale averlo con

se, cosa che non importa poi molto

perché – ammettiamo che tu ne abbia

un bel po’- se i piedi piatti ti

fermano, per loro è illegale per-

quisirti. Quello di perquisirti è

un diritto che i piedipiatti di Am-

sterdam non hanno.”

“Jules: “Ho capito, amico, quello è il

posto giusto, non mi occorre altro.”

(Quentin Tarantino)

“… Mio padre vive solo nel deserto, dice che la gente gli va stretta di spalle…”. Rileggo questa frase di Sam Shepard venti volte, trenta. Poi chiudo il libro “Motel Chronicles”, osservo la copertina, sospiro profondamente, prendo gli occhiali da sole, il giubbotto di pelle e scendo dall’aereo. Devo restare quattro ore all’aeroporto di…

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