La mano del caso sui respiri mancati

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Scomparire. Sottrarsi senza preavviso agli occhi del mondo, tranciare legami, uscire di scena e riapparire altrove, a ricominciare il gioco dalla prima, immacolata casella: un’eterna tentazione che rimane pensiero, indecente, e lì si ferma.

Non così per il protagonista dell’ultimo romanzo di Roberto Saporito, Respira (Miraggi), cui l’occasione di svanire – del tutto inattesa – si presenta come dono del destino, in un preciso momento storico. Da pochi, puntuali accenni, scopriamo trattarsi di un mercante d’arte, di ampie possibilità e abitudine all’agio. L’undici settembre 2001 dovrebbe recarsi come sempre in una delle Torri Gemelle, quella che accoglie il suo ufficio di rappresentanza. La mano del Caso è una sveglia che non suona, un aereo che entra nel grattacielo come un coltello affilatissimo nella carne. Una cosa di una precisione chirurgica. Crollano le torri, per logica conseguenza lo si ipotizza morto.

È per quest’uomo la possibilità concreta del cambiamento, occasione di…

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