La (molto) bella recensione (pubblicata oggi) a “Jazz, rock, Venezia” (Castelvecchi Editore) su “Satisfiction”, a cura di Anna Vallerugo

SATISFICTION

Rivista Letteraria

 copertina JAZZ-ROCK VENEZIA copertinaMilano, lunedì 29 Ottobre 2018

 Jazz, rock, Venezia

 Si muovono tra ambienti blasé – le calli degli antiquari di Venezia e il Caffè Florian, Miami, il Chateau Marmont a Los Angeles – sono due uomini e una donna, conducono vite accomunate all’apparenza solo da frequentazioni fuori dalla media: sono un jazzista e un chitarrista rock in perenne tournée e un’antiquaria con la passione della fotografia che contrariamente agli altri personaggi ha optato per una stasi autoimposta, un isolamento statico praticato da vent’anni, a proteggere un’ossessione erotico-artistica ereditata da un amore che non è più sulla scena.

Diversi ma immobilizzati in una profonda, comune solitudine, giunti a un momento cruciale di bilanci esistenziali, i tre incroceranno le loro esistenze in un raffinato gioco delle parti che comprenderà svelamenti intimi e inconfessabili a raccogliere fissazioni e segreti, un omicidio, una confessione non sollecitata, il desiderio ultimo di pace mentale, di un’isola deserta reale o a valor di metafora.

Si ritrovano tutte le passioni dell’autore, Roberto Saporito, in Jazz, rock, Venezia (Castelvecchi editore) musica e antiquariato in primis, sganciate tuttavia dal pericolo di una connotazione ombelicale perché mediate dalla scrittura sempre misurata, controllata e da un linguaggio preciso, essenziale senza essere scarno.

Poggiandosi su un’architettura narrativa complessa ma solida, Saporito sceglie di scrivere – con facilità – in partitura tripla e in prima e terza persona, quando non in seconda (Stai pensando che la solitudine si combatte con l’estremizzazione della solitudine stessa, mettendo a nudo il proprio cuore davanti al nulla totaleinsinua rivolgendosi direttamente al personaggio ma anche al lettore, a un suo eventuale isolamento mal tenuto a bada come quello dei suoi protagonisti, inducendogli una riflessione diretta e intima).

Non poteva, infine, esserci ambientazione migliore per un romanzo di solitudini di Venezia, città orgogliosamente staccata dalla terraferma, in nobilissimo isolamento, con l’idea sottesa di staticità paludosa connaturata nella laguna. E non è un caso che la vitalità dichiarata la si trovi non nei tre protagonisti concepiti come sospesi, a un passo da decisioni fondamentali sulla piega da dare alla propria vita, ma in un personaggio marginale, Pietro, l’unico descritto senza troppi indugi su dettagli di abbigliamento, estraneo a ogni cliché. A lui, nelle poche pagine che gli verranno dedicate, Saporito farà pronunciare frasi che illuminano di significato retrospettivamente l’intero romanzo.

A cura di Anna Vallerugo

Il link diretto alla recensione: http://www.satisfiction.se/jazz-rock-venezia/

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...