Recensioni/14: Roberto Saporito – Jazz, rock, Venezia

Non temerai altro male

JAZZ-ROCKVENEZIA-page-001Che un’isola è quello che ti ci vuole in questo momento.

Jazz, rock e Venezia sono tre persone verbali. Le singolari naturalmente. Venezia, la prima – quella che si esprime in Io– è donna, è sempre in ritardo e fotografa sotto le gonne, proprio lì dove cominciano le vite, tra le altre cose. Jazz è la seconda – il Tu– un trombettista per cui lo chardonnay è un cardiotonico e a pagina 7 sta compiendo quarant’anni, la stessa età a cui sta arrivando anche Rock – il Lui–, un chitarrista che il padre avrebbe voluto medico e che vorrebbe smettere ma non smette e intanto colleziona stivali.

Loro sono un racconto, singolarmente e a tre voci. Tre flussi che si intrecciano, collegati dalla fuga, dal terrore o dal desiderio di farsi e circondarsi di un’isola, uniti da vene d’arte o di sangue. In sottofondo singolari comparse, paesaggi…

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Le parole degli altri (rubrica a cura di Roberto Saporito)

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Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie”, (Barbès 2011)

“Mi fermai un momento a riflettere sull’anno della sua nascita, il 1960, che mi parve improvvisamente lontanissimo, sprofondato nel passato, già completamente sepolto in un XX secolo remoto, nebuloso e finito, che alle generazioni future sarebbe sembrato appartenere a un’altra era, più ancora di quanto il XIX secolo sembrasse a noi, per via di quelle due strane cifre all’inizio di ogni data, quell’uno e quel nove così singolari e desueti, che ai loro occhi sarebbero risultati irreali.” [Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie”]

“L’eccesso di raffinatezza finisce per confinare con l’insulsaggine.” [Jean-Philippe Toussaint La verità su Marie” ]

“Nei sogni non esiste la terza persona, si tratta sempre e solo di noi stessi.” [Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie” ]

“Marie teneva in mano l’uccello di Jean-Christophe de G. e non sapeva che farne.” [Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie”]

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