Le parole degli altri(Rubrica a cura di Roberto Saporito)

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John Updike “Bech. Lo scrittore alla moda” (Feltrinelli, 1971)

“Bech aveva composto degli odiosi timbri di gomma: HENRY BECH SI SCUSA MA NON PARLA IN PUBBLICO. SPIACENTE, MA LE PETIZIONI NON RIENTRANO NEL MIO MESTIERE.” [John Updike “Bech. Lo scrittore alla moda”]

“Aveva percorso a piedi in lungo e in largo la sua grigia città con una speranza nel cuore, la prospettiva di poter, se non proprio quel giorno stesso, il successivo, fondere in maniera perfetta quei rettangoli di pietra che lo circondavano con i neri rettangoli della prosa stampata.” [John Updike “Bech. Lo scrittore alla moda”]

“Ti ammiro,” disse Beatrice, “per come sei.” “Ho cercato di essere diverso,” rispose lui, sulla difensiva “ma non convincevo nessuno.” [John Updike “Bech. Lo scrittore alla moda”]

“Bech apparteneva all’ultima generazione di scrittori che consideravano l’insegnamento una forma di corruzione.” [John Updike “Bech. Lo scrittore alla moda”] “La lettura può essere la cosa…

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