Come una barca sul cemento.

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Mai cercare di resuscitare dal passato storie sentimentali ormai sepolte, soprattutto se queste storie all’epoca non sono mai state veramente tali.
Potrebbe essere questo il sottotitolo da apporre al decimo romanzo di Roberto Saporito, edito da Arkadia nella collana Sidekar nel novembre dello scorso anno.
Cosa succede quando vuoi dare a tutti i costi una risposta al passato, sembra chiedersi l’autore? Recuperare un lontano amore adolescenziale, sopito dal rimpianto, con un blitz stile Facebook? Se sei fortunato, che quella ragazza ormai cresciuta, praticamente cinquantenne, ti risponda, al massimo ti inviti a uscire, forse addirittura a far l’amore, come volevi tu. Ma dopo? È possibile che trent’anni possano essere trascorsi senza cambiare le cose, anzi, addirittura rimettendo a posto tutte le tessere dei desideri più profondi e inespressi?

La risposta è tutta nelle pieghe di quest’agile e incalzante storia, in cui un professore universitario, costretto alle dimissioni da uno scandalo di…

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Respira.

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Roberto Saporito è un vero scrittore, di quelli che conoscono a tal punto la letteratura da costruire congegni perfetti e piacevoli.
Il suo nuovo lavoro s’intitola Respira, ed è uscito per Miraggi di Torino, Casa giovane e attenta alle novità, anche stridenti.
La trama, dunque.
11 Settembre 2001. Crolla la torre sud delle Twin Towers, e il protagonista, che sarebbe dovuto essere già lì al lavoro, come ogni giorno, e invece è ancora a letto reduce da una sbronza, decide di sparire.
Mercante d’arte stronzo e spietato. Meglio sparire, tagliarsi barba e lunghi capelli, salvare la vita a un energumeno e riordinarsi le idee: un nuovo passaporto falso fornito dal nuovo amico e intanto già compare nell’elenco ufficiale degli scomparsi.
Tre anni dopo lo ritroviamo in un bistrot di Saint-Rémy-de-Provence dove si gode finalmente la vita, grazie anche ai soldi fatti quando era uno stronzo manager della Grande Mela, finché……

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