Le parole degli altri (Rubrica a cura di Roberto Saporito)

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Alessandro Piperno “Inseparabili” (Mondadori, 2012)

“Che senso aveva ammazzarsi se la cosa di cui aveva più paura era morire?” [Alessandro Piperno “Inseparabili”]

“Mi piacciono da morire le cose che mi fanno male.” [Alessandro Piperno “Inseparabili”]

“Quando sei frustrato è essenziale trovare qualcuno con cui avercela a morte.” [Alessandro Piperno “Inseparabili”] –

“Il bello di aver realizzato un’opera di successo è la consapevolezza che – per quanto tu te ne stia a oziare indecorosamente – lei sgobbi in tua vece tutto il santo giorno come un fidato maggiordomo.” [Alessandro Piperno “Inseparabili”]

“La sobrietà non è che il vestito buono indossato dalla ferocia.” [Alessandro Piperno “Inseparabili”]

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Le parole degli altri (Rubrica a cura di Roberto Saporito)

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Charles Simmons “Le pieghe dei giorni”, (BUR, 2010)

“Spesso si portava dietro un libro. Il libro giusto al massimo del proprio potenziale sarebbe stato in grado di salvarlo dalla morte o gli avrebbe permesso di affrontarla senza panico o disperazione.” [Charles Simmons “Le pieghe dei giorni”]

“Invecchiando, penserà che trova buffe sempre meno cose perché ne capisce sempre di più.” [Charles Simmons “Le pieghe dei giorni”]

“Scrisse il suo primo romanzo grazie alla birra, bevendone una lattina dietro l’altra finché la scrittura non diventava confusa, di solito alla terza pagina, tra la quarta e la quinta lattina.” [Charles Simmons “Le pieghe dei giorni”]

“Un problema non risolto e risolvibile non è argomento di narrativa.” [Charles Simmons “Le pieghe dei giorni”]

“Voleva scrivere per fare affermazioni definitive; se la gente non era d’accordo con lui poteva riferirsi a quelle affermazioni, così lui non avrebbe dovuto ripetersi.” [Charles Simmons “Le pieghe dei giorni”]

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Recensioni/14: Roberto Saporito – Jazz, rock, Venezia

Non temerai altro male

JAZZ-ROCKVENEZIA-page-001Che un’isola è quello che ti ci vuole in questo momento.

Jazz, rock e Venezia sono tre persone verbali. Le singolari naturalmente. Venezia, la prima – quella che si esprime in Io– è donna, è sempre in ritardo e fotografa sotto le gonne, proprio lì dove cominciano le vite, tra le altre cose. Jazz è la seconda – il Tu– un trombettista per cui lo chardonnay è un cardiotonico e a pagina 7 sta compiendo quarant’anni, la stessa età a cui sta arrivando anche Rock – il Lui–, un chitarrista che il padre avrebbe voluto medico e che vorrebbe smettere ma non smette e intanto colleziona stivali.

Loro sono un racconto, singolarmente e a tre voci. Tre flussi che si intrecciano, collegati dalla fuga, dal terrore o dal desiderio di farsi e circondarsi di un’isola, uniti da vene d’arte o di sangue. In sottofondo singolari comparse, paesaggi…

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Le parole degli altri (rubrica a cura di Roberto Saporito)

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Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie”, (Barbès 2011)

“Mi fermai un momento a riflettere sull’anno della sua nascita, il 1960, che mi parve improvvisamente lontanissimo, sprofondato nel passato, già completamente sepolto in un XX secolo remoto, nebuloso e finito, che alle generazioni future sarebbe sembrato appartenere a un’altra era, più ancora di quanto il XIX secolo sembrasse a noi, per via di quelle due strane cifre all’inizio di ogni data, quell’uno e quel nove così singolari e desueti, che ai loro occhi sarebbero risultati irreali.” [Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie”]

“L’eccesso di raffinatezza finisce per confinare con l’insulsaggine.” [Jean-Philippe Toussaint La verità su Marie” ]

“Nei sogni non esiste la terza persona, si tratta sempre e solo di noi stessi.” [Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie” ]

“Marie teneva in mano l’uccello di Jean-Christophe de G. e non sapeva che farne.” [Jean-Philippe Toussaint “La verità su Marie”]

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:: Liberi di Scrivere Award nona edizione – Le votazioni

Liberi di scrivere

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Giunto alla nona edizione il Liberi di Scrivere Award permette ai lettori di questo blog di  votare il migliore libro edito nel 2018.

C’ è tempo di votare fino alla mezzanotte di giovedì 17 gennaio.

Vale solo un voto per lettore.

Menzione speciale per la migliore traduzione al traduttore del libro straniero più votato.

Dunque iniziate a votare lasciando un commento a questo post con il titolo prescelto!

La votazione è diretta, a insindacabile giudizio dei lettori di questo blog, potete votare il vostro libro preferito tra tutti quelli editi in Italia nel 2018 qui sotto citando il titolo nei commenti.

Prego i lettori di lasciare un solo commento con il voto, serve a me e al “notaio” Michele Di Marco come verifica per il conteggio dei risultati. Grazie a tutti.

Lasciate i commenti sul blog solo per le votazioni. (Sempre per facilitarci i conteggi). Per problemi tecnici o…

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:: What book are you reading at the moment? – Cosa leggono gli scrittori a Capodanno

Liberi di scrivere

James-Joyce

Dunque spero di aver definitivamente sfatato la diceria che chi scrive non legge, anzi chi scrive legge moltissimo e per giunta libri interessanti. Nella precedente edizione di What book are you reading at the moment? che vi consiglio di recuperare, avevo chiesto ad alcuni scrittori cosa stessero leggendo. L’ho rifatto equeste sono le loro risposte. Le posto in puro ordine di ricevimento.Bene buona lettura e Buon Anno!

Nicola Vacca: Racconti parigini a cura di Corrado Augias Einaudi, Fabio Stassi Con in bocca il sapore del mondo Minimum fax.

Lucia Patrizi: The Devil and the Deep: Horror Stories of the Sea (English Edition) di Ellen Datlow.

Davide Mana: Sto leggendo “Night over the Solomons“, una collezione di racconti d’avventura di Louis L’Amour, e “The Roman Empire and the Silk Routes“, un saggio storico di Raoul McLaughlin sui rapporti diplomatici, commerciali e culturali fra l’Impero…

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Christian Oster “Nella cattedrale”, (Barbès, 2012)

“Quello che facevo mi sembrava giusto. E’ quel che pensavo che non lo era.” [Christian Oster “Nella cattedrale”]

“Non avevo dimenticato di vivere, probabilmente, ma avevo dimenticato che avevo vissuto e adesso, grossomodo, aspettavo.” [Christian Oster “Nella cattedrale”]

“Ero sempre stato tetro e mi piaceva ridere.” [Christian Oster “Nella cattedrale”]

“A parte quelle che tutti hanno su alcune cose, io non ho idee irremovibili su nulla.” [Christian Oster “Nella cattedrale”]

“Mi trovavo aritmeticamente vecchio.” [Christian Oster “Nella cattedrale”]

“Si era fabbricata un’idea meccanica della libertà, fondata sulla nozione di tempo libero. Per parte mia, non mi interessavo alla libertà.” [Christian Oster “Nella cattedrale”]

 

 

 

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