La bella recensione a “Jazz, rock, Venezia” su “Storie e pensieri” a cura di Marco Neirotti (tra l’altro, già collaboratore di Tuttolibri e La Stampa):

http://www.marconeirotti.it/2018/07/22/rapsodia-per-tre-anime-sospese/

copertina JAZZ-ROCK VENEZIA copertina

Annunci

Il mio nuovo romanzo “Jazz, rock, Venezia” (oggi) su “Il Fatto Quotidiano”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/07/letteratura-made-in-italy-novita-e-riscoperte-tra-vendetta-e-ironia/4420429/

copertina JAZZ-ROCK VENEZIA copertina

Jazz, Rock, Venezia

Giornalista curiosa

IL LIBRO. Il romanzo di Roberto Saporito

Immagini e musica
a Venezia: quando
i sogni sono ricordi

Grazia Giordani

Tre personaggi in cerca di futuro che trovano la salvezza nell’arte

  • e-mail
  • print

venerdì 11 maggio 2018 CULTURA, pagina 52

Già di Roberto Saporito abbiamo avuto modo di apprezzare la finezza di scrittura nei romanzi «Come un film francese» (2015) e  in «Respira» (2017) , solo per citare due delle sue opere  più note, ma nel suo fresco di stampa «Jazz, Rock, Venezia»,  (Castelvecchi, pp 93, euro 13, 50),notiamo l’acuirsi di uno spleen proprio all’autore, una capacità di rendere protagonista la malinconia che sa farsi dolorosa solitudine. Nella Venezia dello scrittore piemontese, aleggiano ricordi di «Anonimo veneziano», vaghe reminiscenze di «Morte a Venezia», impalpabili, impercettibili, come un pulviscolo leggero che incipria, insinuante,   le vite apparentemente slegate di due musicisti e di un’antiquaria fotografa, proiettati in una città senza tempo, in…

View original post 27.786 altre parole

“Pulp Libri – Rivista di letteratura” ha recensito, oggi, “Jazz, Rock, Venezia” (Castelvecchi Editore)

Romanzo di minaccia

23 APRILE 2018

Roberto Saporito, Jazz, rock, Venezia, Castelvecchi, pp. 93, euro 13,50 stampa

recensisce UMBERTO ROSSI

Se c’è una cosa che Saporito dimostra di saper fare, è giocare a carte scoperte. Fin dal titolo, autenticamente programmatico. I tre personaggi di questo romanzo compatto, sintetico e cristallino (come è tipico dell’autore) sono un jazzista affermato che presta il suono della sua tromba a chiunque lo chiami e lo paghi; un chitarrista rock di una band emergente che vuole fare il colpo grosso; un’antiquaria che non esce da Venezia per nessun motivo, e che ha trasformato in arte una particolare forma di pornografia.

Dico romanzo cristallino: perché lo è la prosa di Saporito, asciutta, essenziale ma nient’affatto scontata (anche se, e qui sarebbe da tirare le orecchie a Castelvecchi, s’incontrano un po’ troppi refusi strada facendo). Ma anche i tracciati dei tre personaggi, sembrano andare in linea retta verso un incrocio che s’annuncia fin dall’inizio e che avviene senza troppe forzature; senza rivelare troppo diremo che il jazzista trova casa, il chitarrista realizza il suo album, l’antiquaria trova compagnia.

Però Jazz, rock, Venezia è anche, come il precedente dello stesso autore, Respira (che recensimmo per la Rivista nella sua attuale vita digitale), un romanzo di minaccia. Riciclo una definizione antica e nobile, usata per descrivere In terra ostile, di Philip K. Dick (una delle sue opere meno conosciute e più interessanti). La storia non è solo musica, sesso, amore. C’è un senso di qualcosa che sta per accadere che serpeggia nelle pagine, e qualcosa accade; qualcosa di brutto per qualcuno, di fastidioso per altri, di bello per altri ancora. Ma quel che accade arriva sghembo, di lato, obliquamente, imprevisto eppure, una volta accaduto, indiscutibile. Come la vita.

Come in Respira, la morte è in agguato; la violenza è sempre possibile; le cose sembrano andare su un binario prevedibile ma possono deragliare da un momento all’altro. Questo è, potremmo dire, un noir destrutturato, dove ci sono tutti i pezzi classici del genere, anche la dark lady, ma poi si ricombinano in un modo spiazzante e a momenti (diciamocelo) criptico. Ecco, leggendo questi romanzi hai sempre l’impressione che ti sia sfuggito qualcosa, che Saporito abbia fatto entrare nella stanza l’elefante che non vedi. Anche se questa volta il vedere, come scoprirà chi si avventurerà in questa compatta novelette è al centro della vicenda, forse più dell’ascolto della musica (che pure gioca un ruolo importante).

Due considerazioni conclusive. La prima: da quando ho cominciato a leggere Saporito ho constatato a ogni puntata dei passi avanti dello scrittore. Se è lecita un’estrapolazione, prima o poi ci farà qualche grossa sorpresa. La seconda: questo è un romanzo che chiama il film. Se la nostra industria cinematografica non producesse quasi solo soap opera travestite da film e pellicole furbesche e ruffiane (leggi La grande bellezza), ci sarebbe la coda di registi e produttori pronti a girare Jazz, rock, Venezia. Ma siamo in Italia, e non aggiungo altro.

il link diretto alla recensione: https://pulplibri.it/article/romanzo-di-minaccia/